Archivio mensile:Luglio 2015

QUALE FUTURO PER IL PONENTE GENOVESE?

QUALE FUTURO PER IL PONENTE GENOVESE?

LA PROMESSA DI POSTI DI LAVORO COME SCUSA PER CONTINUARE A DISTRUGGERE IL TERRITORIO

Nuovi posti di lavoro sono stati promessi al ponente genovese grazie all’ampliamento del VTE; posti di lavoro assicurati qualora il progetto di allargare l’area di “parcheggio” dei container del Sig. Spinelli dovesse andare avanti.

Già prima di costruire il VTE come lo conosciamo oggi erano stati promessi 5000 nuovi posti di lavoro per ripagare la popolazione del ponente della perdita delle sue splendide spiagge, promessa non mantenuta visto che oggi sono impiegati circa 600 persone in modo diretto e un indotto complessivo di poco piu’ di mille persone, facendo due calcoli quindi ne mancano più di 4000. Un porto che, a detta di chi in passato si è già battuto contro di esso, è stato costruito grazie al riempimento con i fanghi della Stoppani di Cogoleto; un porto il cui ampliamento avverrà anche con i detriti provenienti dagli scavi del Terzo Valico, detriti che contengono materiale amiantifero.

Il VTE verrà prolungato verso le spiagge di Voltri, più o meno fino a Verrina (inizio di Voltri), con l’aumento dunque della zona portuale e dunque del divieto di balneazione ( al limite possono concedere ai cittadini di farsi qualche nuotata ).

Ci chiediamo se si può accettare qualche piccolo miglioramento del luogo in cui viviamo in cambio di un altro stravolgimento del territorio. Possiamo accettare ancora una volta di mettere in serio pericolo la nostra salute solo per fare arricchire poche persone? Contano maggiormente migliaia di cittadini o qualche imprenditore?

Anche noi saremo in piazza il 2 agosto per difendere il nostro territorio che viene devastato per il guadagno di poche persone.

Vogliamo poter decidere realmente sui progetti futuri che ci coinvolgono!

Vogliamo poter vivere senza nessun pericolo per la nostra salute sulla spiaggia così come nei nostri quartieri.

 

Appuntamento alle ore 16 dietro al campo di calcio (dietro la stazione)

 

 

Genova 2001. Fatti nostri!

dontcleanupthebloodQualche mese fa, uscì un articolo uscito su questo blog, in cui si scrisse circa la vitale necessità di andare oltre la Sentenza della Corte di Strasburgo sui fatti del G8 di Genova. Spiegammo come, una sentenza giuridica, non servisse assolutamente a far tirare un sospiro di sollievo, né tanto meno rendere giustizia a chi, in quella calda estate, passo tre giorni di terrore per le strade di Genova, nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto.

Da 14 anni a questa parte, centinaia di compagni e compagne, giovani e meno giovani, si ritrovano il 20 Luglio in Piazza Alimonda per ricordare, in quello che è diventato il luogo simbolo di quelle giornate, la memoria di chi su quell’asfalto ci ha perso la vita e le migliaia di persone che su quelle stesse strade furono massacrate di botte dalle forze dell’ordine. Ogni 20 Luglio ci si dirige in quel luogo con un groppo in gola e lo stomaco girato, una giornata difficile, lo ammettiamo.
Quella data è vitale per la nostra città, per i suoi abitanti, per chi, per i restanti trecentosessantaquattro giorni l’anno, non vuole avere niente a che fare con quella crepa.

Dal 2001 in poi le violenze delle forze dell’ordine si sono sistematizzate, normalizzate; le provocazioni sono diventate il loro pane quotidiano, hanno portato a molti casi di omicidio, Aldrovandi, Cucchi, Sandri e a una miriade di altri casi di torture e pestaggi sempre prontamente messi a tacere. A fianco a questi casi “straordinari” abbiamo invece tutta quella violenza che quotidianamente viene messa in pratica contro le fasce più deboli della popolazione. Basti pensare gli sgomberi delle case, alla gestione dei Cie e a quei colpi accidentali che finiscono per ammazzare qualcuno come è successo a Davide Bifolco a Napoli.

Il G8 di Genova ha segnato (e segna tutt’ora) uno spartiacque molto preciso in questo paese, anche per chi in quei giorni aveva solo pochi anni. Nonostante in quei giorni sia stata palese la sospensione dei diritti umani c’è chi ancora prova a distorcere la narrazione e a camuffare i fatti con l’obbiettivo di recuperare l’immagine delle forze armate e della intoccabilità dello Stato. Se le dolorose giornate di Genova vogliono essere dimenticate ci rendiamo conto che anche oggi, nelle dichiarazioni delle varie questure, spuntano sempre un paio di finte bottiglie molotov e altri oggetti per alimentare la paura sociale e legittimare certe pratiche di controllo “poco democratiche” ma più efficaci per mantenere la “normalità”. Il politico è tramontato per lasciare spazio all’ordine pubblico che, nel nome dello Stato, deve essere sempre assicurato militarizzando intere porzioni di territorio. Dalla Val Susa a Niscemi passando anche per i quartieri popolari di ogni città.

Le annuali provocazioni del Coisp, così come di ogni forza politica, lasciano il tempo che trovano. Negare i fatti è una cosa da stupidi, il più delle volte, ma quando ciò è fatto consapevolmente, nonostante la ragione sia dalla parte opposta della barricata, è sintomo di una precisa volontà politica: quella di mettere a tacere chi in quei giorni ha perso i sogni, la giovinezza, la libertà e la vita.
Il 20 Luglio si deve scendere in piazza Carlo Giuliani per ricordare quello che è successo nel 2001, per spezzare ogni tentativo di riscrittura della storia, per andare “oltre la sentenza” di Strasburgo e per chi sta ancora pagando con il carcere la gestione criminale e assassina dell’ordine pubblico.

Appuntamento 20 Luglio h. 15 in Piazza Carlo Giuliani (piazza Alimonda)

Mercatino Utopico Autogestito

Titolo: Mercatino Utopico Autogestito
Descrizione: Nella società consumista in cui viviamo, siamo portati ad acquistare beni di cui abbiamo più o meno bisogno. Compriamo, usiamo, accantoniamo e gettiamo, spesso senza che tale bene abbia esaurito la sua efficacia.
Domenica 5 Luglio lo Spazio Libero Utopia diventerà quindi luogo d’incontro per sperimentare nei quartieri pratiche autogestite di scambio, di riutilizzo e di autoproduzione artigianale.
Per ripensare ad una altro concetto di mercato, non basato sulla sola logica economica né sul principio dell’usa e getta, ma capace di ricreare rapporti socialie far riflettere sullo spreco.
Dalle ore 15 sarà possibile partecipare liberamente al mercatino utopico. Avrete l’occasione di svuotare armadi e cantine da cose inutilizzate ma che possono rivelarsi utili ad altri (dai vestiti ai giochi, dagli elettrodomestici ai libri e oggettistica varia, quel che volete. No armi, no cibo, no medicinali).
Verrà anche dato spazio alle bancarelle di artigiani e artisti, banchi informativi e quant’altro, con l’intento di diffondere il lavoro creativo indipendente e pensare ad altre future iniziative di questo genere.
Se non hai la possibilità di portarti un tavolo, te lo daremo noi, per questo chiediamo di essere contattati da chi ne avesse bisogno, in modo da organizzarci di conseguenza.
E per cena non andate via!!!
Vi attende una cena sociale in compagnia, con musica e buon vino.

INGRESSO LIBERO
contatti: rotta334@inventati.org
Ora inizio: 15:00
Data: 05-07-2015